Persone estremamente sensibili, è un modo di sentirsi ed essere. C’è una associazione a riguardo, mi sono iscritta questa settimana, e degli incontri dove noi PAS ci confrontiamo su argomenti di tutti i giorni e altri più filosofici di confronto tra i partecipanti.
Ad ogni incontro non c’è giudizio, non si dà consigli, si pongono domande chiedendo il permesso e tutto quello raccontato di personale non esce dalla stanza.
C’è stata una domanda posta a tutti, che mi ha dato da pensare ed ho capito che PAS non è solo relativo alle emozioni, sentimenti ed empatia, ma è un discorso più ampio per definirci. Pensavo fossi una persona “molto sensibile”, ma credo adesso di esserlo anch’io “estremamente sensibile”.
Negli incontri si era ragionato in termini di negatività, cioè essere bloccati su determinate cose. La domanda è stata di ribaltare la questione: le cose che reputiamo penalizzanti potrebbero invece tradursi in superpoteri invisibili?
Noi riusciamo a sentire e fare cose che le “altre” persone non sono in grado di fare altrettanto?
Una delle cose era di cercare di non ragionare su ogni cosa ed essere spensierati come vediamo negli altri, specie quando si è in gruppo, magari a una cena.
Nel mio passato maschile questa cosa era attiva sempre, passavo più tempo a pensare a che cosa dire, che dirlo. Spesso poi non serviva più nemmeno dire quella cosa.
Da quando sono una donna ho ribaltato tutto e sono spontanea e cerco di vivere il momento. Dove sta il trucco? Ho bisogno dei miei momenti di solitudine, specie quando faccio le mie camminate da sola, e solo qui rielaboro tutto e metto ordine ai pensieri, emozioni, ricordi che spesso finiscono qui sul blog.
Altra cosa che è saltata fuori è stata: quando accade un fatto grave o ci troviamo in una situazione pesante, rispetto ad altre persone solitamente siamo molto più lucide e preparate a portare avanti le cose, a reagire senza panico. Credo che questa sia stata anche la mia forza nell’affrontare la vaginoplastica da sola. Ero totalmente in controllo di quello che facevo e l’ambiente in cui stavo.
Anche il fatto di non dare subito una risposta veloce, ma dedicarci più tempo, ci permette di avere un’idea molto più chiara su ciò che accade intorno a noi. Mi sono sempre chiesta come mai riesco a capire tutto e in special modo quando non ho tutte le informazioni, ma riesco comunque a unire i puntini in qualcosa di sensato. Non è solo intuizione, al 90% delle volte poi il ragionamento è stato corretto.
Una cosa molto interessante è stata capire che “gli altri” non è una categoria, ma una generalizzazione. Una famiglia felice, vista da fuori, può sembrare perfetta senza litigi, gestione dei figli, etc., ma in realtà non la conosciamo per davvero. Lo stesso vale per le persone trans, che viste da fuori non sempre siamo all’altezza del genere di cui ci sentiamo (vuoi perché si è all’inizio, oppure per abbigliamento vistoso e fuori luogo), oppure diamo l’idea opposta alle altre persone trans. Ad esempio quando facevo divulgazione attiva, dicevano che ero una donna trans realizzata e avanti nel percorso, cosa che non mi sentivo di essere.
Nel frattempo, il video post vaginoplastica, dove racconto l’esperienza dello scorso anno, l’ho ripubblicato ed è diventato virale superando le 440.000 visualizzazioni tra Instagram e Facebook.
Pazzesco!
Simplified Summary
Le persone estremamente sensibili non vivono soltanto emozioni ed empatia più intense: sto scoprendo che è un modo molto più ampio di percepire, elaborare e comprendere ciò che accade intorno a noi. Durante gli incontri tra PAS una domanda mi ha fatto ribaltare la prospettiva: e se alcune caratteristiche che consideriamo penalizzanti fossero invece dei superpoteri invisibili? Ho imparato a vivere il momento con spontaneità, ma ho bisogno della solitudine per rielaborare pensieri, emozioni e ricordi, spesso trasformandoli nelle pagine di questo blog. Forse anche la lucidità nelle situazioni difficili e la capacità di unire i puntini quando mancano informazioni fanno parte di questa sensibilità, e potrebbero avermi aiutata persino ad affrontare da sola la vaginoplastica. Nel frattempo, il mio video su quell'esperienza è diventato virale: oltre 440.000 visualizzazioni tra Instagram e Facebook. Pazzesco!
Social, divulgazione trans, influencer
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