Venerdì prossimo ci sarà la prossima festa che organizziamo con le mie compagne di danza. Ogni qualche mese affittiamo un locale, ognuna porta da bere e mangiare, spendiamo poco e ci divertiamo un sacco. L’altra cosa è che ballano tutte! Siamo un bel gruppo eterogeneo e con tanta voglia di divertirsi. Nelle ultime avevamo pure fatto dei giochi, attività di gruppo e un mio monologo.
Questa volta non potrò ballare troppo, sono ancora convalescente, ma non posso perdermi la festa. Sono mesi che non partecipo a delle attività di gruppo e psicologicamente mi pesa. Quando sono da sola in casa, non ci sono motivi per sentirmi la donna che sono e in un certo senso ritorna la mia parte maschile a cui piaceva stare da sola (non avendo alternative).

Ogni festa ha un tema e dress code, che per una festa di sole donne aumenta l’adrenalina e la voglia di osare con abiti che solitamente non indossiamo. La tematica è sulle protagoniste dei film. Ho avuto molte idee che si sono scontrate con il freddo di gennaio e soprattutto sulla convalescenza (ancora trenta giorni almeno).
Ho chiesto idee a chatGPT con questi criteri e mi ha dato alcuni suggerimenti di donne in abiti casual. Ne ho sentite mie due di queste e stamattina ho provato a farmi un servizio fotografico per vedere quale delle due. Una è penalizzante per via della parrucca pesante che mi farà sudare ballando.

Ho una collezione di almeno 12 parrucche, usate nel mio percorso di transizione quando era indispensabile indossarle per avere un aspetto più femminile. Ora le uso per teatro e le feste!
Ne ho trovate due che somigliano a quelle delle attrici, anche se una dovrò cambiarne il taglio, ma va bene con una parrucca acquistata su Amazon sei anni a 15€.
Le mie protagoniste sono Giulia Robers in “Erin Brockovich” e “Il meraviglioso mondo di Amelié”. La seconda è quella che ho apprezzato di più al cinema per via della storia strana e della fotografia peculiare.
Le foto, come primo tentativo, mi sembrano abbastanza buone.

Ho anche provato a chiedere a chatGPT di modificarne alcune per avere un tagli di capelli identico a quelle delle attrici, prima che i filtri sul copyright mi bloccassero. Mi ha dato le indicazioni su come modificare pettinatura e trucco per diventare quasi identica.

E’ stato bello giocare con gli abiti e le parrucche, un ritorno alla “vecchia” me stessa quando cercava combinazioni per sembrare più donna. Quando ci vivi tutti i giorni e adesso che sono ancora convalescente (niente tacchi e vestiti attillati), perdi di vista la gioia per certe cose, frivole, ma che fanno parte del sentirsi donna.
Simplified Summary
Venerdì prossimo ci sarà una festa con il mio gruppo di danza, che organizziamo ogni pochi mesi affittando un locale e portando cibo e bevande. Spendiamo poco e ci divertiamo molto, perché siamo un gruppo vario e tutte hanno voglia di ballare. Questa volta non potrò ballare molto perché sono ancora in convalescenza, ma per me è importante esserci dopo mesi senza attività di gruppo. Stare sempre sola in casa mi pesa e a volte mi fa perdere il contatto con la donna che sono. La festa ha come tema le protagoniste dei film, con un dress code che invita a osare anche con abiti semplici. Ho scelto di ispirarmi a Erin Brockovich e ad Amélie, usando parrucche che già possiedo e che oggi utilizzo per teatro e feste. Provare abiti, parrucche e look diversi è stato divertente e mi ha aiutata a ritrovare un po’ di leggerezza. Anche se ora ho dei limiti fisici, queste piccole cose mi ricordano quanto conti sentirsi bene con sé stesse.
Iniziata la mia distribuzione dell’anteprima del romanzo di Nera Jones
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