Questo sabato mi è sembrato una progressione reale della mia convalescenza, non una specie di festività dove infilare attività sociali, niente weekend. Dopo la dilatazione mattutina, un po’ più lunga del solito, ho avuto una piccola preoccupazione per la parte finale del canale vaginale, che tende a riempirsi di una sostanza che potrebbe favorirne la chiusura e richiede un quarto d’ora in più solo per liberare il canale, con piccolo fastidio o dolore.

Poi ho preso l’auto e sono andata a Trezzo d’Adda, un paese vicino dove facevo yoga e altre attività.
Sono entrata nel centro estetico per comprare il tonico viso che metto prima di dormire, è quasi finito dopo un anno. Ho beccato il momento giusto tra due trattamenti, così ho potuto salutare Lucia, la titolare, e comprarne uno nuovo, di una marca diversa in versione spray. Mi ha chiesto come stavo e mi è uscito di dirle che la parte più difficile è stata quella psicologica più che quella fisica.
La sua risposta mi ha sorpresa: “ma non era quello che volevi?“
In effetti sì, ma mi sono resa conto di quanto sia difficile spiegare il desiderare qualcosa e poi ottenerla davvero, con tutti i lati negativi che già conoscevi. Ho accennato alle prime dilatazioni, a quanto mi facesse strano inserire qualcosa all’interno, mentre ora lo faccio quasi senza accorgermene.
Mi ha fatto anche un regalino in una busta che aprirò a Natale. A proposito di Natale, quest’anno con mia sorella abbiamo deciso che andranno loro al mare dai miei genitori e io farò Capodanno. Ora che mia nipote ha quattordici anni, non ci stiamo più fisicamente e quindi facciamo i turni. Devo ancora decidere cosa fare a Natale, ma non è un grosso problema se dovessi restare da sola. L’ho già fatto qualche anno fa dopo il coming out ed è stata comunque una giornata tranquilla e rilassante.

Nel pomeriggio, approfittando del sole di questi giorni, ho fatto una camminata in paese restando al telefono con un mio compagno di classe delle superiori. Ho camminato per quaranta minuti di fila, quasi il doppio del mio solito, ed è stato un bel progresso.
Dopo aver riposato un po’, ho messo mano a una parte del sito di Nera Jones, a supporto del romanzo che uscirà ad aprile, riscrivendo e migliorando i tre racconti già presenti. Oltre al romanzo ci saranno cinque racconti brevi, due scaricabili anche in formato ebook, tre leggibili solo online, scritti e impaginati per la lettura su schermo e soprattutto su smartphone. È stato interessante lavorare su tre stili di scrittura diversi con la stessa protagonista.
Questa mattina, domenica, me la sono presa comoda. Ho fatto una dilatazione di un’ora, poi una doccia e ho cercato di sistemare meglio i capelli con il ferro. Ho scoperto che da un lato sono molto più lunghi che dall’altro, cosa che non mi era mai successa. Dovrò andare da una parrucchiera per dare una sistemata, ora che riesco a stare seduta un po’ più a lungo. Sono uscita per una camminata, anche oggi con il sole. Mi sono fermata al bar per un caffè e ho rincontrato uno dei partecipanti ai corsi della biblioteca. Ci siamo salutati e nel frattempo la titolare mi ha regalato una scatola di biscotti e lui mi ha offerto il caffè.
Un ottimo inizio di giornata.
Durante la camminata ho dettato questa pagina del blog e ho scoperto che posso ascoltare la musica con gli auricolari (a conduzione ossea, gli Shokz) e allo stesso tempo dettare le note.
Una figata.

In questi due giorni, mentre camminavo, sono stata al telefono con amici, amiche, mamma. E’ stato liberatorio, un segnale di ritorno alla mia normalità.
Questo weekend avrei voluto andare al cinema a vedere Lupin III, ma non riuscirei ancora a stare seduta un’ora e mezza. Peccato. La sera sto guardando Downton Abbey, la prima mezz’ora seduta sul divano e la seconda in piedi. Non sto più sdraiata sul letto con il tablet, ma in salotto davanti allo schermo grande, un altro segno di ritorno alla normalità.
Ieri sera ho seguito anche un webinar di una scrittrice che propone corsi e materiali per chi si considera un nuovo autore. Sono iscritta alla sua newsletter e per tutto il mese manda spunti e suggerimenti per iniziare a scrivere, capire cosa si vuole scrivere e arrivare a fine mese con delle basi per farlo ogni giorno con piacere. In realtà è stata una conferma di quello che ho fatto negli ultimi due anni. La mia scrittura è cambiata tantissimo. Più scrivo e più miglioro, non tanto per frasi elaborate, anche se rileggendone alcune faccio fatica a credere di averle scritte io (tanto sono scritte bene), ma nella capacità di sintesi, nelle frasi più brevi che spiegano meglio e nei dialoghi, che mi sembrano più spontanei e naturali.
Simplified Summary
Questo weekend mi è sembrato un vero passo avanti nella convalescenza, fatto di piccole conquiste più che di attività forzate. Tra dilatazioni più lunghe, qualche pensiero e la consapevolezza che la parte psicologica pesa più di quella fisica, ho ripreso a muovermi in autonomia, tornando in luoghi familiari e parlando con persone che mi conoscono da tempo. Le camminate al sole sono aumentate, fino a quaranta minuti di fila, con la sensazione concreta di recuperare resistenza.
Il mio romanzo è il libreria!
Evento: Mi amo ancora (parte seconda)
Evento: Mi amo ancora (parte prima)
Iniziata la mia distribuzione dell’anteprima del romanzo di Nera Jones
Weekend a Comacchio
La mia amica è trans (cioé io). 