Oggi era un giorno atteso da un po’. Avevamo organizzato quasi due mesi fa la giornata al Belstay Hotel, vicino all’aeroporto di Linate, con tanto di piscina e pranzo. Ci eravamo già state lo scorso anno e ci eravamo divertite tantissimo, quindi forse c’era qualche aspettativa di troppo (apri articolo del blog).
C’era anche un altro motivo: oggi sarebbe stato il mio primo giorno in bikini post operatorio e anche il primo in piscina. Mentre lo scorso anno, indossando un costume a mutandina che copriva abbastanza, quest’anno non avrei avuto timori che si vedesse il pacco. Sarei stata molto più rilassata, e così è stato.
In realtà, superata questa fase, se n’è presentata un’altra.

Eppure al mattino mi ero svegliata alle 6:30. Fa già caldo e non riesco a dormire. Ho fatto una colazione lenta, sono stata un po’ sul balcone ad ascoltare i suoni del mattino e soprattutto gli uccellini sugli alberi. Sono uscita per una passeggiata in paese e praticamente ero da sola, poi sono rimasta a casa a correggere e pubblicare i blog di ieri. Sembrava tutto perfetto per la giornata.
Non è successo nulla di catastrofico, solo che come donna trans c’è sempre quella vocina, oppure quella cosa che non ti fa sentire sempre a tuo agio e ti fa desiderare, nel mio caso, di essere più femminile fisicamente.
Appena arrivata, il direttore dell’hotel mi ha riconosciuta e ricordava anche il mio nome, peccato che abbia usato un pronome maschile, cosa che non ha più fatto per il resto della giornata. C’è da dire che ero arrivata con leggings e maglietta perché avremmo fatto la lezione di danza sul prato antistante l’hotel.
Sono andata in bagno, mi sono anche guardata allo specchio e, suggestionata dal suo errore, non mi sono vista poi così femminile come mi sentivo.
Finalmente sono arrivate tutte le mie amiche e compagne di danza e il tempo è trascorso in serenità.
Danzare su un prato è molto più impegnativo che farlo su un pavimento liscio, ma siamo riuscite a completare la lezione e anche la mia energia era al massimo e, seppure stanca, non mi sentivo così tanto giù.
Oggi c’era anche un amico fotografo che ci ha fatto tanti scatti. Ovviamente sono curiosa di vedere dall’esterno che aspetto avessi mentre danzavo. Nei video che ha fatto una delle mie amiche, che purtroppo si era rotta un dito del piede e quindi ha solo assistito alla lezione, c’era qualcosa che non mi vedevo. Se riesco a spiegarlo, in certi momenti mi lascio andare, non ragiono e non mi faccio tutte le menate. Vedere in un video dall’esterno che non sono così come mi sentivo dentro è quello che ogni tanto ti butta giù, come se non stessi facendo abbastanza, e so che sto facendo anche tanto per il mio percorso.

Siamo ritornate dentro l’hotel, sono andata in bagno con la borsa e finalmente ho indossato il bikini. Tornata nella zona lettini, ne avevamo uno a testa prenotato da tempo, mi sono fatta un paio di selfie e mi sono fatta scattare anche una fotografia.
Lì c’è stato il secondo errore: ho guardato subito le fotografie per mandarne una a mia mamma e non mi sono vista così femminile come mi vedono tutte le altre. Il mio problema in questi giorni pensavo fosse la pancia, che si era gonfiata abbastanza, ma in realtà quella era la parte minore. Era tutto il resto che, non so perché, non mi è sembrato poi così femminile, nonostante tette e vagina dentro il bikini.
Ho cercato di non farmi influenzare e di non rovinarmi la giornata, e così è stato. Ho staccato la testa dai pensieri e ho cercato di stare nel flusso della giornata e godermi la compagnia delle mie amiche.

Siamo entrate nella piscina e, ovviamente, con 36 gradi all’esterno era abbastanza calda, ma l’idea del mio primo bagno la rendeva troppo invitante.
In questi giorni non sto provando emozioni forti, che speravo di provare con queste nuove prime volte. Credo che nel passato, all’inizio del percorso di affermazione di genere, ci fosse un misto di paura, timore ed esaltazione nel riuscire a fare qualcosa, a mostrarmi come donna e a sembrarlo fisicamente. Adesso c’è la normalità e nessun timore, quindi non c’è quel motivo di esaltazione, della serie: sono riuscita a fare qualcosa.
Dopo essere rimaste a mollo per una mezz’oretta, ci siamo asciugate e siamo andate al buffet per il pranzo.

Anzi, prima Giuliana ci ha offerto un calice di prosecco. Non c’è neanche un’astemia nel gruppo. Poi voleva leggerci una poesia che ha scritto sua mamma. L’emozione, però, l’ha fatta fermare alla prima frase.
Così mi hanno chiesto di leggerla io e lì è venuta fuori la mia esperienza e il corso di lettura espressiva. Voce dal diaframma, con un suono abbastanza potente da coprire anche il vociare degli altri tavoli, pulita nello scandire le frasi e soprattutto capace di generare un’emozione in chi ascolta, senza aver avuto modo di leggerla in anticipo. Sono diventata abbastanza brava e infatti anche questa volta ho suscitato l’emozione degli altri. La mia è arrivata dopo, quando ho terminato. C’era anche una frase su di me e sull’inclusione.
Sono brave, sono belle.
Fammi dire: sono STELLE!
Inclusive ed accoglienti,
solidali e sorridenti.
Nel prendere le cose da mangiare ho cercato di ridurre i carboidrati e dedicarmi di più a verdure e riso. Comunque ho riempito troppo i piatti, non c’è verso, soprattutto dopo una lezione di danza.
Siccome ero arrivata per ultima al tavolo, ero molto in fondo e quindi il grosso del chiacchiericcio era al centro della tavolata. Così poi mi sono alzata, sono rimasta in piedi e lì ho iniziato a stancarmi.
Segue al prossimo post…
Simplified Summary
Aspettavo questa giornata da settimane, soprattutto perché sarebbe stata la mia prima volta in bikini e in piscina dopo l’intervento. È andato tutto bene, ma tra uno sguardo allo specchio, qualche fotografia e un pronome sbagliato sono riemersi quei dubbi che ogni tanto mi fanno sentire meno femminile di quanto mi senta dentro. Ho cercato però di lasciarli andare, godendomi la danza, il bagno in piscina e la compagnia delle mie amiche. Leggere una poesia davanti a tutti è stato il momento più emozionante della giornata, quello in cui mi sono sentita davvero me stessa. Alla fine sono tornata a casa stanca, ma con la consapevolezza che oggi la normalità ha preso il posto delle paure delle prime volte.
Festa d’estate in piscina, un anno dopo (pomeriggio)
Il punto del percorso
Un’emozione che non c’è stata
Mi sono iscritta in palestra
Festa a tema antico egitto
Visita ginecologica di controllo 