Mamma “Buongiorno! Un grande imbocca al lupo da mamma, ciao tesoro”
Ho dormito? Sì, fino alle cinque, poi a spizzichi. Oggi è il primo giorno con il lavoro nuovo e devo ancora calcolare bene i nuovi tempi.
Stranamente non mi sento emozionata, sono tranquilla. Ieri avevo già preparato gli abiti, quindi questa mattina non ho avuto grossi dubbi dell’ultimo minuto. L’unica cosa che ho cambiato è stato il cardigan che avevo comprato ieri: una volta arrivata in stazione aveva già iniziato a fare troppo caldo e poi, con quello addosso, ero davvero troppo tutta nera.
Per sicurezza ho preso un treno precedente, con l’idea di cambiare a Lambrate. Ovviamente è partito in ritardo ed è arrivato ancora più in ritardo, quindi alla fine, se avessi preso quello che avevo programmato, probabilmente sarebbe cambiato poco. Ma era il primo giorno e ci tenevo ad arrivare in orario.

Sono uscita dalla Stazione Centrale insieme a migliaia di pendolari e viaggiatori e mi sono fermata a fare colazione in un bar vicino al luogo di lavoro. Ho anche cambiato su LinkedIn il mio datore di lavoro. Una cosa piccola, apparentemente, eppure mi ha lasciato dentro una specie di senso di vuoto.
Pensavo che mi sarei sentita più emozionata. Forse con l’età non c’è più quella sensazione frizzante che accompagna i grandi cambiamenti, oppure semplicemente questo cambiamento è arrivato dopo averci pensato così tanto che, quando finalmente è diventato reale, ero già pronta.
Tra poco si comincia.
E si è cominciato.
L’ambiente è tranquillo e le persone sono simpatiche. Un po’ stressate le ragazze che lavorano in segreteria, di cui adesso faccio parte anch’io. Il carico di lavoro è cresciuto tantissimo e mi sembra che non siano ancora riusciti a organizzarsi come si deve.
Dopo una presentazione con alcune persone collegate da remoto, hanno iniziato a spiegarmi un po’ di cose. Ho preso parecchi appunti, anche perché all’inizio è complicato capire dove si trovino tutti i documenti e soprattutto quali siano le procedure da seguire.
Per fortuna molte cose assomigliano al mio lavoro precedente, quindi non devo proprio partire da zero. Sono previste circa due settimane di affiancamento e poi inizieranno ad assegnarmi dei progetti da seguire direttamente.
Mentre osservavo la mia collega lavorare, hanno già cominciato a venirmi alcune idee per migliorare il flusso di lavoro, soprattutto per velocizzare certe operazioni ed eliminare compiti inutili come copiare e incollare nomi ed email da un documento all’altro. Sono proprio quelle operazioni che oggi si possono automatizzare molto facilmente, anche con l’intelligenza artificiale. Però ci sarà tempo. Prima devo capire bene come funziona tutto, poi eventualmente potrò proporre qualcosa.
Devo anche capire come gestire i giorni di smart working per adattarli alle mie esigenze. Ieri sono uscita cinque minuti prima proprio per verificare le tempistiche e capire se riesco ad arrivare alla lezione di yoga del lunedì sera. Uscendo qualche minuto prima ce l’ho fatta, mentre uscendo all’orario preciso avrei il treno venti minuti dopo e, aggiungendo il traffico, arrivare alle 19:30 sarebbe praticamente impossibile. Per fortuna il martedì la lezione comincia alle 19:45, quindi probabilmente sceglierò quella.
Durante la pausa pranzo siamo andate in un piccolo supermercato dove vendono confezioni di cibo già pronto da scaldare. Ho scelto una composizione di verdure. Poi ho scoperto che in ufficio ci sono un microonde e un piccolo lavandino e che quasi tutti si portano il pranzo da casa. Tornerò a farlo anch’io, anche se in questo momento, da quel punto di vista, il mio freezer è praticamente vuoto.
Rispetto alla mia età è un ambiente molto giovane. Hanno quasi tutti la metà dei miei anni e mi ha fatto tornare in mente quando, tanti anni fa, avevo iniziato a lavorare nel mio vecchio settore. Anche allora eravamo tutti giovani, più o meno della loro età, e pieni di energia.
Non ho provato emozioni particolarmente forti durante la giornata. Più che altro ho sentito la stanchezza. Fa ancora caldo e a metà pomeriggio hanno persino aperto le finestre. Inoltre, durante l’affiancamento, ho scoperto un piccolo problema pratico legato alla vista. Ho gli occhiali per l’astigmatismo che uso da molto vicino, ma quando sono seduta accanto a una collega il suo monitor si trova a circa sessanta centimetri da me e faccio fatica a leggere quello che succede sullo schermo. Questa, in realtà, è stata una delle cose più stancanti della giornata.
Un’altra cosa curiosa è successa con l’unica collega che ha più di cinquant’anni. Ha sbagliato un paio di volte i pronomi con me. Evidentemente sanno che sono una donna trans. Non è un problema, anche se ammetto che mi ha dato leggermente fastidio. Però c’è anche un lato positivo: almeno mi sono tolta il dubbio se lo sapessero oppure no.

Come primo giorno è andato molto bene.
Mi sono chiesta un paio di volte se abbia fatto davvero la scelta giusta. In un certo senso adesso ho una qualifica professionale inferiore rispetto a quella di programmatrice esperta anche in A.I., ma ho un livello contrattuale maggiore e anche lo stipendio è più alto. Mi sembra un controsenso, ma il punto non era soltanto cambiare lavoro o guadagnare di più.
Avevo bisogno di tornare a lavorare insieme alle altre persone, di confrontarmi, parlare, condividere problemi e trovare soluzioni. Dopo tanti anni passati davanti a un computer a programmare, sentivo che quella parte della mia vita professionale si era esaurita.
Per la persona che sono adesso, lavorare insieme agli altri è davvero quello di cui avevo bisogno.
Simplified Summary
Il primo giorno nel nuovo lavoro è arrivato quasi senza emozione, con molta più tranquillità di quanto mi aspettassi e qualche calcolo sui treni ancora da perfezionare. L’ambiente è giovane e piacevole, il lavoro non parte completamente da zero e, mentre mi spiegavano le procedure, avevo già in testa qualche idea per renderle più semplici e veloci. Ci sono alcune cose da sistemare, dagli orari per riuscire a continuare yoga e danza alla difficoltà di seguire il monitor della collega durante l’affiancamento. Mi sono anche tolta il dubbio che sapessero che sono una donna trans, grazie a un paio di pronomi sbagliati che mi hanno dato un po’ fastidio, ma niente di più. Forse professionalmente ho fatto un passo di lato, ma umanamente sento di aver fatto quello giusto: oggi avevo bisogno di tornare a lavorare insieme alle persone.
Terminata la prima settimana del nuovo lavoro
Secondo e terzo giorno del nuovo lavoro
Domenica prima del nuovo lavoro
Epilazione del viso con laser alessandrite
Esame del sangue per la prostata
Penultimo giorno lavorativo 