Questa mattina mi sono svegliata intorno alle sette. Ho fatto la dilatazione vaginale in versione breve e, per fortuna, la parte finale, che tende a chiudersi, si è riaperta quasi subito. Poi doccia e tanta pipì. Quando mangio troppo, il mio corpo ha dei meccanismi, penso, per smaltire un po’. Non tanto la popò, ma soprattutto i liquidi.
La giornata si preannuncia interessante e, solo con Simona, andremo a Volterra, che non ho mai visto. Dista un’ora di macchina da qui, ce la posso fare. Mangeremo fuori e ritorneremo a metà pomeriggio.
Poi avrò la serata libera perché lei e la figlia sono invitate a una cena di contrada e il marito non esce molto la sera, oppure rientra presto. Quindi ho preferito ritagliarmi una serata tutta per me, per fare la naturista come Bianca, come donna. La cosa mi emoziona abbastanza, devo dire.
Siamo partite per andare a Volterra con la mia macchina. Il meteo oggi è perfetto, con un leggero vento fresco, cielo azzurro intenso e poche nuvole.
La guida però mi ha stancata parecchio. Ho una Kia Picanto a GPL e ogni tanto faceva fatica a salire sulle ripide salite, seguite subito da curve molto strette. Intanto ascoltavo e conversavo con la mia amica Simona. Le donne possono chiacchierare e fare qualcos’altro contemporaneamente, ma la paura di fare un incidente è stata grande.
Arrivate in cima a Volterra, il parcheggio era pieno. Oggi è sabato e ovviamente è pieno di turisti. Scendendo abbiamo trovato un altro parcheggio, segnalato male, a soli 500 metri dall’ingresso delle mura.
Lei non tornava da tanti anni. Io non volevo fare la turista vera e propria, ma trascorrere una giornata con la mia amica, chiacchierare e guardare un po’ questo paesino medievale arroccato sulla collina.

Il posto non è grandissimo, ma è ben tenuto ed è come un remix di alcune parti di Siena, San Gimignano e Monteriggioni, più qualcosa di tutto suo.
Simona si ricordava anche che c’era un anfiteatro romano e infatti c’è ancora. Peccato che l’ingresso costi 10 euro, in realtà solo per girarci intorno. Per fortuna c’è una vista panoramica gratuita da molto più in alto e abbiamo potuto ammirarlo da lì.

Per pranzo non volevamo mangiare qualcosa di troppo elaborato, visto che ieri sera, tra antipasto e quant’altro, ci abbiamo dato dentro. Camminando avevamo visto un ristorante leggermente fuori dal percorso dei turisti che sembrava carino.
Ovviamente qua tutti i prezzi sono leggermente più alti, per fortuna non troppo.
Il cameriere ci ha raccontato molti dei piatti tipici locali e alcuni sono davvero peculiari, come ad esempio cinghiale e cioccolato fondente.
Il mio primo pensiero è stato un’insalata, poi ho deciso all’ultimo per una pasta aglio, olio e peperoncino, mentre Simona ha preso dei pici al pepe nero. Solitamente evito di mangiare cose che posso prepararmi a casa, ma oggi ero leggermente stanca e assonnata e la scelta della pasta è stata ottima per tenermi in piedi e quindi guidare in sicurezza anche al ritorno.
Però ci siamo concesse un dolcino. Lei una torta con il vinsanto che aveva un gusto molto antico, che non sentivamo da anni, mentre io ho optato per una millefoglie con yogurt e mirtilli, molto fresca.

Camminando ci hanno invitato a entrare in un teatro, ingresso gratuito con donazione opzionale. Visto da fuori non sembrava neanche un teatro e neppure così grande. Una volta all’interno, invece, era bellissimo. C’erano anche dei costumi d’epoca e un sacco di fotografie appese al muro con i nomi dei personaggi famosi che negli ultimi settant’anni sono passati di lì, soprattutto un sacco di attori e cantanti degli anni Cinquanta, come Macario.

C’era anche una parte dove un artista aveva ricostruito edifici e chiese in miniatura e così ci siamo godute anche la vista miniaturizzata di Volterra.
Una sezione era dedicata a un direttore del teatro di tanti anni fa che si era messo in testa che doveva scavare per trovare dei resti romani. Gli diedero del pazzo, ma lo lasciarono scavare, dandogli però come aiuto solo alcuni pazienti dell’ospedale psichiatrico. Alla fine aveva ragione lui, perché venne dissotterrato l’anfiteatro romano e tutto il resto che c’è intorno.
Alla fine siamo rimaste due ore e mezza. Mentre rientravamo al parcheggio camminando, ho ammirato e goduto del panorama, che è pazzesco. Oggi poi c’erano i colori perfetti.
Il viaggio di ritorno è stato meno impegnativo perché la maggior parte era in discesa e ho raccontato un po’ di cose che ho fatto in ambito teatrale e di stand up comedy.
Dopo i saluti e un grande abbraccio, ci rivedremo domani mattina per le mie ultime ore qui a Siena. Sono rientrata in hotel per farmi una dormita.
Simplified Summary
La giornata è iniziata con la solita dilatazione, poi sono partita con Simona per Volterra, che non avevo mai visto e che mi è piaciuta molto. Tra salite, curve e la mia povera Picanto a GPL, arrivare è stato un po’ faticoso, ma ne è valsa la pena per il borgo e soprattutto per il panorama pazzesco. Abbiamo passeggiato senza fare troppo le turiste, pranzato con pasta e dolcino e scoperto quasi per caso un bellissimo teatro pieno di storia e curiosità. Alla fine siamo rimaste due ore e mezza, chiacchierando e godendoci una giornata con un cielo e dei colori perfetti. Il ritorno è stato decisamente più tranquillo e, dopo un grande abbraccio a Simona, sono rientrata in hotel con un unico programma: dormire.
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