Questo periodo di caldo esagerato non aiuta. Avevo messo su tre chili che non riuscivo a togliere e che, con fatica, stanno scendendo di circa tre etti a settimana. Nel post operatorio e assumendo gli ormoni è molto facile mettere peso. Con il caldo è ancora più difficile fare camminate e attività sportive, per questo sono andata comunque a Milano a fare la lezione di Dance Workout.
A fine lezione ero sudata fradicia e, dopo essere stata un paio d’ore con un’amica in un centro commerciale, la stanchezza ha avuto il sopravvento e, a malincuore, l’ho salutata. Sono rientrata a casa.
Dopo aver fatto la doccia, mi sono chiusa nella camera da letto con l’aria condizionata e mi sono addormentata.
Quando mi sono svegliata, ero molto più riposata e tranquilla nei pensieri. Due settimane fa ho comprato un vibratore esterno per cominciare a cercare di capire come funziona la mia nuova sessualità. Altre donne trans, più giovani e spesso con dei compagni, già al quarto mese hanno iniziato a fare sesso. Da parte mia ho atteso di guarire completamente e, non avendo nessun partner, non ho ancora avuto uno stimolo adeguato.

Rispetto a prima, con il pisello, era sufficiente immaginare qualcosa per eccitarmi e masturbarmi. Negli ultimi anni non mi piaceva più, ma mi ci costringevo perché l’accumulo di sperma non fa bene.
Adesso è molto più difficile. La sola immaginazione non basta, non ho un partner, né una partner, quindi come fare?
Da qui l’acquisto del vibratore. Perché esterno?
Ogni giorno faccio le dilatazioni vaginali e già inserisco una specie di fallo di plastica per mezz’ora, ma lì non trovo nessuna eccitazione.
Quindi l’idea è stata di “cominciamo a stimolare il clitoride e la parte esterna”.
Nella camera ero tranquilla e ho sentito che era il momento giusto da dedicare a me stessa per continuare questa esplorazione. Tra lavoro, attività, caldo e stanchezza, faccio fatica a trovare il momento giusto e questo era perfetto.
Sull’iPhone ho messo una musica tranquilla di Ludovico Einaudi, ho preso il vibratore e ho iniziato l’esplorazione.
Quando trovo il punto giusto, arrivo a una sensazione che prende parte del corpo e arriva fino al cervello. Anche se lascio il vibratore nello stesso punto, non dura a lungo e devo spostarlo leggermente. Magari, quando ritorno lì dopo qualche secondo, lo stimolo c’è ancora.
Rispetto al maschile, dove c’è un crescendo, il pompaggio che porta all’orgasmo e all’eiaculazione, adesso la sensazione è sempre al suo massimo. Non c’è un crescendo.
Dopo quindici minuti di delicata esplorazione, con godimento a tratti, non sono riuscita ad arrivare a un orgasmo. Lo scoprire come sarà è rinviato alla prossima esplorazione.
Ho notato, questa volta, che anche dopo aver smesso di giocare con il vibratore, ho continuato a provare un senso di eccitazione che ha impiegato parecchio tempo a scemare. Questa volta ho provato a fare anche un’esplorazione con il dito e, per la prima volta, ho provato piacere in alcuni punti.

È stato un bel momento di esplorazione, dedicato a me stessa. Conoscere meglio questo rimescolamento chirurgico di questa parte del corpo, in una forma nuova e differente. Le terminazioni nervose sono le stesse di prima, ma agiscono in modo diverso, nuovo e tutto da scoprire.
Simplified Summary
Il caldo e il periodo post operatorio stanno rendendo difficile perdere i chili presi con la terapia ormonale, ma continuo comunque a fare attività fisica. Dopo una giornata molto stancante mi sono ritagliata un momento solo per me, riprendendo l’esplorazione della mia nuova sessualità con un vibratore esterno. Ho scoperto sensazioni molto diverse rispetto al passato, più diffuse e senza il classico crescendo che ricordavo. Non sono ancora arrivata all’orgasmo, ma per la prima volta ho trovato punti davvero piacevoli anche con l’esplorazione manuale. È stato un momento sereno e importante per conoscere meglio un corpo che, pur avendo le stesse terminazioni nervose, oggi reagisce in modo completamente nuovo.
Un’emozione che non c’è stata
Mi sono iscritta in palestra
Festa a tema antico egitto
Visita ginecologica di controllo
Cura dell’abbigliamento
Dalla psicologa 