Avevo già prenotato una visita privata prima ancora di andare a operarmi a Madrid, con questo ginecologo dell’ospedale Niguarda di Milano, che è l’unico in Lombardia esperto in persone transgender.
Avevo fissato l’appuntamento a circa 60 giorni dopo l’operazione. Alla fine di novembre però non ero ancora in grado di guidare l’auto per un’ora per raggiungere l’ospedale, così avevo spostato la visita di una settimana. Ma due giorni prima dell’appuntamento mi ha chiamata l’ospedale dicendomi che a dicembre non avrebbe fatto visite. Così oggi siamo al 2 gennaio, a tre mesi esatti dall’operazione.
Ho appena pagato 150€ di visita all’accettazione e ora sono nella grande sala d’attesa.
Spero che vada tutto bene. Ho seguito tutte le istruzioni della clinica, dell’infermiere che mi aveva visitata a domicilio e le dritte da parte delle altre donne transgender operate.
Avevo anche inviato delle fotografie al chirurgo e tutto procede correttamente.
Da dove mi sorgono questi dubbi?
Non esiste un manuale di riferimento, non ci sono testi che aiutino, e ognuna reagisce in modo leggermente diverso, anche in base al tipo di intervento chirurgico. I timori che qualcosa non vada per il verso giusto ci sono sempre, specie quando faccio le dilatazioni e il dilatatore non arriva subito fino in fondo…il terrore che si è chiusa la neo vagina arriva…

Ora sono all’interno del reparto, in attesa. Sono la prossima: l’infermiera mi ha appena fatto accomodare.
Ovviamente si aspettava una donna e quindi: “Signora Iula…”.
Nel blog lo scorso anno alcune persone avevano sbagliato pronomi e ci ero rimasta male, ma dall’operazione in poi nessuno sbaglia più.
Dopo quaranta minuti di attesa è arrivato il mio turno e sono entrata. Il dottore è giovane e alla mano.
Gli ho raccontato che sono seguita qui al Niguarda con la dottoressa Parazzoli. Mi ha detto che stanno creando una unità specifica per le persone trans, ottima notizia.
Mi ha fatto l’anamnesi, ha chiesto il tipo di operazione e ha segnato malattie e interventi pregressi: nessuno.
Mi sono spogliata e mi sono seduta sul lettino, senza imbarazzo. Forse la mia parte maschile è ancora molto presente quando c’è da fare qualcosa di importante, senza farmi menate e timori.
La visita è durata una quindicina di minuti: prima con l’esplorazione usando le dita, poi ha inserito il divaricatore. Ho sentito che era freddo (il gel in realtà) e un po’ duro mentre lo inseriva, ma non ho avuto nessun dolore, solo un leggero solletico all’inizio. E’ la prima volta che viene inserito qualcosa di simile a un pene, e non sono io a controllarlo.

Successivamente ha inserito un pene-sensore per ecografia controllare tutto all’interno. Ogni tanto apparivano dei quadratini colorati blu e rossi, che poi sparivano. Mi sono chiesta se avevano trovato problemi.
Risultato della visita: la guarigione procede bene, ho un’ottima profondità, nessuna lesione e nessun problema particolare.
Sono stata brava a fare tutto come si deve in questo mesi con medicazioni e manutenzione.

La prossima visita di controllo sarà tra sei mesi e dovrei riuscire a farla tramite il servizio sanitario. Mi ha dato una mail a cui scrivere tra qualche mese per fissare l’appuntamento dato che sono seguita già al Niguarda per gli ormoni.
Privatamente, invece, ho anche il nome di un urologo, per fare tra un anno il controllo della prostata. Su questo punto non è riuscito a capire quanta ne abbia lasciata il chirurgo, ma sarà importante tenerla sotto controllo.
Comunque, tutto bene!
Elena K.”Ottimo!”
Sicuramente hai sofferto un pochino, ma nel complesso sembra che sei andata a fare un viaggio e basta!
Adesso ti aspetta un 2026 con il botto!
Simplified Summary
Avevo prenotato questa visita al Niguarda ancora prima di operarmi a Madrid, ma tra recupero, rinvii e stop di dicembre siamo arrivati a oggi, tre mesi dall’intervento. In sala d’attesa pago, respiro e mi dico che ho seguito tutto alla lettera, eppure i dubbi arrivano lo stesso, perché non esiste un manuale e ogni corpo fa storia a sé. Dentro al reparto mi chiamano “Signora Iula” senza esitazioni e mi accorgo che qualcosa è davvero cambiato. Il ginecologo è giovane, tranquillo, e mi racconta che stanno creando una unità dedicata alle persone trans. La visita è tecnica, senza dolore, solo sensazioni nuove e un po’ strane, perché stavolta non controllo io. L’ecografia conferma che è tutto a posto: ottima profondità, nessuna lesione, guarigione regolare. Tra sei mesi il controllo, tra un anno quello alla prostata, e intanto posso dirlo: è andata bene.
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