È iniziato il mio settimo anno di terapia ormonale sostitutiva. Più che festeggiarlo, ho pensato a quanto tempo è passato ed è volato via, senza che me ne accorgessi. La settimana scorsa ho scritto un pezzo per la newsletter (apri versione online) sul mio primo viaggio in abiti femminili, con la valigia piena di paure e di sogni.
La paura se n’è andata, i sogni si sono quasi tutti avverati, con tantissimo lavoro dietro ovviamente, perché nulla è gratis. Sei anni fa avevo preso la mia prima pillola. Sapevo che non avrebbe fatto nessun effetto a breve termine, ma il significato simbolico era enorme: stavo iniziando a modificare il mio corpo.
Due mesi fa ho fatto la grandissima modifica: vaginoplastica.
La ricerca della femminilità e della donna che sono, però non finirà mai. Anche con questa operazione sono comunque una donna trans. Probabilmente il bello è proprio questa ricerca e l’accettare ogni volta la dualità che ho dentro.
A che punto è la guarigione?
Riesco a stare seduta, usando la ciambella morbida, per quasi un’ora. Il problema è quando mi alzo, perché sento delle fitte e devo stare sdraiata almeno venti minuti. Sono dolori interni, sotto le grandi labbra, durano poco e sono sopportabili, però quando arrivano devo fermarmi qualunque cosa stia facendo.
La cosa curiosa è che sento come se “avessi le palle gonfie”, ma guardando non ci sono più. Credo che il nervo sia lo stesso, solo spostato e il cervello continua ad abbinare il segnale alla parte del corpo che non c’è più.
La guarigione principale avviene durante la notte e, nell’ultima settimana, ogni novanta minuti circa, mi sono svegliata per andare in bagno, altrimenti ho un doppio dolore: la vescica e quella fitta interna. Dopo le cinque del mattino riesco a dormire quasi due ore per volta e il dolore sparisce.

Da due sere riesco anche a stare sdraiata sul divano a guardare la televisione in salotto (con la testa girata di lato), ed è una conquista enorme, altro che guardare un telefilm sul tablet sdraiata sul letto. Un piccolo segno di guarigione.
Ieri sera ho guardato un po’ di video su YouTube e, a un certo punto, è partito un brano dei Matia Bazar, una delle loro canzoni degli anni Settanta, quando erano passati all’elettronica e io li adoravo. La voce di Antonella Ruggiero è sempre stata magica, mi è entrata nel cuore fin da subito, ma ieri sera ha spaccato qualcosa dentro e mi sono messa a cantare in playback piangendo di gioia. Mi sono anche osservata allo specchio e ho visto una donna che cantava: io.
Dopo ho visto altri video che hanno acceso ricordi della mia gioventù e forse per la prima volta in due mesi, mi sono resa conto del grande passo che ho fatto. Pensavo fosse come attraversare una linea immaginaria, ed andare “dall’altro lato”, ma avere una vagina ed essere donna, è qualcosa di molto più profondo e che sto iniziando solo adesso a scoprire, soprattutto psicologicamente.

Da due giorni indosso una guainetta modellante, una specie mutanda contenitiva. Me l’aveva consigliata un’amica trans, anche lei operata. Non sapevo quando iniziare a indossarla e ne avevo comprata una di prova. Stando seduta a lavorare al computer, insieme alla ciambella morbida, indossandola sento molto meno dolore quando mi alzo e mentre sono seduta non ho dolore, solo un leggero fastidio perché devo tenere le gambe un po’ aperte.
Camminando in strada, con la guainetta, il mio passo è più sicuro e con le gambe meno allargate da papera, che tra l’altro mi provocavano mal di schiena alla lombalgia. Ne ho ordinata un’altra su Amazon, più simile a un pantaloncino, così non sfrega all’attaccatura delle gambe dove ho scoperto che anche lì ci sono cicatrici in via di guarigione.

In questi giorni ci sono stati momenti in cui mi sono sentita guarita, senza dolori, quasi euforica per questi sprazzi di normalità.
Questa mattina, la signora del bar, dopo che ho ordinato il mio caffè macchiato, mi ha fissata. Pensavo volesse chiedermi come stavo, invece stava osservando le mie sopracciglia e ha detto che erano curate benissimo. Questa cosa mi ha spiazzata. La parte centrale sono le mie, da metà verso l’esterno sono tatuate, e uso anche la matita blu scuro, per rinforzare il colore. Il tatuaggio dura circa due anni e poi va aggiornato perché sbiadisce. Guardandomi allo specchio ho visto che stamattina avevo fatto tutto alla perfezione, un piccolo aiuto alla mia autostima femminile.
Inizio questo settimo anno del mio percorso di transizione, assumendo solo gli ormoni femminili. Per fortuna la guerra contro il testosterone in eccesso è finita, mi sento tranquilla dentro e mi chiedo cosa mi riserverà il futuro.
Su Instagram c’era un prompt per chatGPT, per avere una specie di oroscopo basato sulla data di nascita e altri fattori. La cosa inquietante è che ha indicato un sacco di cose vere della mia vita, in particolare:
PROMPT NARRATIVO PER SCRIVERE LA TUA VITA
- Il Sole Originale
- Le Regole del Gioco
- La Rivolta Interiore
- Costruire una Vita in Maschera
- Le Crepe nella Maschera
- Scegliere Me Stessa
- Vivere come Allineamento
Simplified Summary
Sono entrata nel settimo anno di terapia ormonale e mi sono resa conto di quanto sia volato tutto, tra paure dissolte e sogni costruiti pezzo dopo pezzo. Dopo la vaginoplastica sto scoprendo una femminilità nuova, più profonda di quanto immaginassi. La guarigione procede tra fitte improvvise, notti spezzate e piccole conquiste quotidiane tipo tornare sul divano a guardare la tv. Un video dei Matia Bazar mi ha fatto crollare in un pianto di gioia mentre vedevo allo specchio una donna che cantava: me. Sto usando una guaina che mi aiuta a camminare meglio e a sedermi senza soffrire troppo. Ci sono momenti in cui mi sento quasi guarita e assaporo la normalità. Inizio questo nuovo anno di transizione più serena, curiosa di scoprire che cosa arriverà.
Aggiornamento guarigione