Stanchezza: questa settimana ho chiesto troppo al mio fisico, anzi, al mio corpo.
Lunedì ho accompagnato mia mamma all’ospedale di Bergamo per una visita oculistica specialistica.
Martedì sera sono andata a un incontro di meditazione a mezz’ora da casa.
Mercoledì ci sono state le emozioni dei saluti con gli ex colleghi e, nel pomeriggio, un’ora e mezza di palestra per calmarle.
Giovedì mattina, prestissimo, sono andata a fare un esame del sangue e poi a Brescia per il laser al viso per la barba, facendo circa tre chilometri a piedi tra la stazione e l’ambulatorio dermatologico.
Nel pomeriggio ho portato l’auto dal meccanico e ho fatto mezz’ora a piedi per rientrare in paese.
Venerdì mattina ho fatto una splendida camminata nelle campagne fino a raggiungere il bosco del Castagno e, nel pomeriggio, un’altra mezz’ora a piedi per andare a ritirare l’auto dal meccanico. Ho cambiato la frizione, che stava per lasciarmi.
In serata sono poi andata in biblioteca ad assistere a una lettura su Pierangelo Bertoli.
Infine sabato mattina sono andata a Milano per la lezione di danza.
Rientrata a casa, è arrivata tutta la stanchezza della settimana insieme. Poi mi ha chiamato un’amica e siamo state un’ora e mezza al telefono. Sebbene fossi sdraiata sul divano per riposare le gambe stanche, la testa aveva soltanto sonno. Sono andata poi al supermercato a fare una piccola spesa, giusto per uscire di casa senza fare nulla di impegnativo.
La sera, alle 20:15, sono uscita di nuovo per fare una piccola camminata in paese di un quarto d’ora. Era tutto buio, nonostante fosse sabato sera. C’era solo un po’ di gente nel bar in centro e si alzava un’arietta fresca, tanto che ho dovuto tirare su il cappuccio della felpa. L’inverno sta arrivando.
Domenica mattina ho dormito una decina di ore e, con estrema calma, mi sono fatta la barba con il rasoio. La depilazione non si può fare subito perché si rischia di tagliare le crosticine che si formano. Va tutto bene, tranne un pezzettino vicino all’orecchio dove il dermatologo aveva usato una potenza troppo alta e ora c’è una piccola macchia che dovrebbe guarire in circa un mese. Sembra quasi una piccola voglia. Per fortuna se n’è accorto in tempo, altrimenti rischiava di bruciarmi la faccia.


La bilancia ha decretato che peso 81,9 kg, sette etti in meno rispetto alla settimana scorsa. Da una parte è un bene, dall’altra, se penso a tutta l’attività fisica che ho fatto questa settimana, ho perso meno di un chilo. Dopo l’operazione di vaginoplastica c’è stato un cambiamento nel rapporto tra massa magra e massa grassa e tendo a mettere su peso. Nonostante l’attività fisica e la dieta, mi sta ancora andando bene rispetto ad altre che hanno messo molti chili in più in brevissimo tempo. D’altra parte è demotivante pensare a tutto quello che ho fatto, alla stanchezza che ho addosso, e vedere che non c’è stata una grande diminuzione. Ma, guardando il bicchiere mezzo pieno, almeno sono scesa leggermente di peso.
Il problema del peso è legato anche alla lombosciatalgia: se aumenta troppo, si scarica sulle gambe e mi sento più stanca. Quindi non è soltanto una questione estetica di ciccia in più.
Cosa non ho fatto e che era in programma.
Ho anche cercato di andare alla prima lezione di Pilates, ma ero ancora in ospedale con mia mamma. Ho dovuto saltare anche un appuntamento con la psicologa perché il meccanico aveva la mia auto. Forse è stato un bene, altrimenti mi sarei sovraccaricata davvero troppo.
Oggi pomeriggio il gruppo di danza fa una lezione speciale con un danzatore che arriva da Londra, ma il mio corpo mi ha detto di non andarci. Altrimenti domani, per il primo giorno di lavoro, mi sentirei ancora più stanca. Quindi il programma di oggi è non fare attività impegnative e, questa sera, sistemarmi le unghie e provare qualche abito per scegliere quello che indosserò domani mattina.
Ora sono uscita per una breve camminata, ho preso il caffè al bar e tra poco andrò a trovare i miei genitori. Se riesco, oggi dovrei anche acquistare un paio di abiti che mi serviranno per il nuovo lavoro.
Mi sento soddisfatta, nonostante la stanchezza, perché sono riuscita a fare tutte le cose importanti. Poi trovo simbolico il fatto che il 30 settembre dello scorso anno mi sono operata di vaginoplastica e il 30 settembre di quest’anno sia stato il mio ultimo giorno di lavoro come programmatrice. Entrambe sono un punto di inizio per essere sempre più la donna che sognavo di essere.
Come mi ha detto la mia amica al telefono, non mi è stato regalato niente. Ogni cosa del mio percorso l’ho conquistata io con volontà, pazienza e tenacia. E non ho mollato mai.
È stato bello sentire queste parole.
Simplified Summary
È stata una settimana intensissima, tra mia mamma, palestra, laser, camminate, danza, auto dal meccanico e le emozioni dei saluti ai miei ex colleghi. Alla fine il mio corpo ha presentato il conto e mi ha fatto capire che oggi era il momento di fermarmi, soprattutto alla vigilia del mio primo giorno nel nuovo lavoro. La bilancia segna sette etti in meno: non quanto avrei sperato dopo tutta questa attività, ma comunque un piccolo passo nella direzione giusta. Mi sento stanca, ma anche soddisfatta, perché sono riuscita a fare tutto ciò che era davvero importante. E trovo bellissimo che due 30 settembre segnino due nuovi inizi: prima la vaginoplastica, poi la fine del mio lavoro da programmatrice, due passi verso la donna che sognavo di essere.
Terminata la prima settimana del nuovo lavoro
Secondo e terzo giorno del nuovo lavoro
Primo giorno del nuovo lavoro
Epilazione del viso con laser alessandrite
Esame del sangue per la prostata
Penultimo giorno lavorativo 