Tutto andato liscio fino al pomeriggio.
Ho una lombosciatalgia da quando avevo 18 anni e ogni tanto il mal di schiena si fa sentire. Il problema è che ho comunque un fisico importante che scarica il peso sulle ginocchia e inizio a stancarmi.
Questa cosa si è ripetuta varie volte nel pomeriggio. Dopo che Marta mi ha detto che non capisce come faccia ad avere tutta quell’energia addosso, ho dovuto sdraiarmi sul lettino e non fare nulla per un po’. In quel momento mi si è proprio spento anche un po’ il cervello e sono stata più che altro ad ascoltare le altre persone, come se fossi un’esterna che osservava.
Mi capitava sempre quando vivevo al maschile, anche senza mal di schiena. Spesso era come essere fuori dal mondo e osservarlo senza sentirmi parte di esso. Questa è la parte che non mi è piaciuta di ieri, per il resto è stata una giornata fantastica e comunque mi sono goduta tutto.
Abbiamo fatto anche tre coreografie a metà pomeriggio, sotto il sole, e quando abbiamo iniziato in piscina si sono fermati tutti a guardarci. Siamo diventate abbastanza brave da sembrare un gruppo di ballerine professioniste, almeno siamo quasi tutte sincronizzate nei movimenti e quindi facciamo abbastanza scena.

Siamo rimaste a mollo parecchio e poi c’è stata questa cosa con Kate, la ragazza paraplegica. La invitiamo sempre e abbiamo capito che non dobbiamo sentirci in colpa se noi ci muoviamo tanto e danziamo, a lei interessa la compagnia.
A un certo punto ha espresso il desiderio di entrare in piscina, che ovviamente non è stata realizzata recentemente prevedendo vari tipi di disabilità. Qualcuno ha chiesto a dei signori con dei bei muscoli se potevano aiutarci e loro, carinissimi, l’hanno sollevata e me l’hanno passata, mentre io ero in acqua a riceverla.
Per fortuna ho ripreso a fare un po’ di pesistica per recuperare forza muscolare e quindi non c’è stato nessun problema. Con mia grande sorpresa, appena era in acqua mi è sembrata leggerissima.
Più tardi, insieme a sua mamma, mi hanno chiesto di aiutarla perché voleva nuotare. La cosa mi ha stupita un po’, ma mi ha spiegato che io dovevo solo stare dalla parte opposta e afferrarla quando avrebbe finito.
Non potendo utilizzare le gambe, ha un modo tutto suo di nuotare, sotto il pelo dell’acqua, e nuota anche molto bene. L’ho afferrata e sostenuta finché ha ripreso le forze, poi è ritornata dall’altra parte.
Dopo un altro po’ abbiamo chiesto ancora aiuto ai signori per tirarla fuori dall’acqua e questa volta io l’ho sollevata e loro l’hanno afferrata, posizionandola sulla sedia.
Sul tardi mi hanno chiesto di aiutarla a sollevarsi dal lettino per rimetterla sulla sedia a rotelle e lì, non sapendo bene come tenerla, ho avuto qualche difficoltà.
A parte averla aiutata, cosa che mi ha fatto stare molto bene, ho imparato molto anche su alcune cose del seguito del romanzo di Nera Jones. Tra i protagonisti c’è un ragazzo trans paraplegico, che ho inserito apposta dopo aver conosciuto Kate. Dato che lo scopo è anche la divulgazione, mi era sembrata un’ottima idea. Adesso ho compreso meglio alcune difficoltà legate all’immobilità e senz’altro migliorerò tutta la parte relativa a questo personaggio. Riscriverò alcuni capitoli dopo questa esperienza.

Il direttore dell’hotel ci ha deliziate anche questa volta con un sacco di aneddoti, racconti e battibecchi con le due ragazze napoletane. Io ho capito quasi tutto quello che dicevano, ma molte altre ogni tanto chiedevano la traduzione, perché magari capivano le parole, ma non i sottintesi.
Nella parte finale della giornata, quando il sole era diventato color oro, tutte praticamente si sono prese un cocktail. Io ho desistito per vari motivi: avrei dovuto guidare, ero stanca, con il mal di schiena e un po’ assonnata. Mi è spiaciuto un po’ non partecipare anche a questa attività, che poi si è conclusa a bordo piscina con un sacco di fotografie, però ero un po’ giù per il dolore che, pur non essendo forte, mi fa sentire con meno energia e iniziativa.
Avevo anche il costume da bagno ancora inzuppato, mentre ormai ero asciutta, così a un certo punto ho deciso di cambiarmi e rimanere con un vestitino leggero. Nel frattempo la piscina si era svuotata e in realtà sarebbe stato il momento ideale per fare una nuotata fatta come si deve, ma non avevo l’energia per farla.

Così, alle sette di sera, felice e stanca nello stesso tempo, dopo essere stata sveglia dalle sei, ho salutato tutte dando appuntamento a mercoledì, quando faremo la pizzata di fine stagione.
Il viaggio in auto è durato mezz’ora. Per fortuna ho un sedile comodo che ha aiutato un po’ la schiena. Arrivata a casa ho fatto la mia dilatazione vaginale. La parte finale tende ancora a richiudersi in fretta e quindi, nonostante la stanchezza, non ho voluto saltarla. Doccia, balsamo sui capelli, asciugatura, cena mentre guardavo il riassunto del Gran Premio di remoto, e alla fine sono collassata…
È stata una giornata intensa. Ora che ci ripenso, alcune emozioni ci sono state, anche se non le ho riconosciute sul momento.
Simplified Summary
Il mal di schiena ogni tanto mi ha costretta a fermarmi, riportandomi quella strana sensazione di osservare il mondo dall’esterno che conoscevo bene anni fa. Nonostante questo, la giornata è stata piena di momenti belli, tra danza, piscina e il tempo trascorso con le mie amiche. Aiutare Kate a entrare in acqua e a nuotare è stata l’esperienza più intensa e mi ha dato anche tanti spunti per il seguito di Nera Jones. Alla fine ho rinunciato al cocktail e a un’ultima nuotata perché ero davvero senza energie. Sono rientrata a casa stanca, ma con la sensazione che, ripensandoci, questa giornata mi abbia regalato molte più emozioni di quante avessi capito sul momento.
Festa d’estate in piscina, un anno dopo
Il punto del percorso
Un’emozione che non c’è stata
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Visita ginecologica di controllo 