In un certo senso, mi stavo lasciando andare. Il mio percorso di transizione si può dire quasi concluso: manca solo un’epilazione dei pochi peli di barba neri rimasti e magari qualche elettrocoagulazione per quelli bianchi, che sarà una cosa da fare il prossimo ottobre.
Il seno sta crescendo molto bene, quindi non sento il bisogno di fare la mastoplastica additiva, anche se comunque rimango in lista d’attesa a Trento da quasi due anni.

L’unica cosa che è un problema è la pancia gonfia e il peso. Tre kg di troppo si ripercuotono sulla mia schiena con dolori e una stanchezza generalizzata, a cui contribuiscono il caldo e gli ormoni.
Faccio tanto movimento, ma forse non quello giusto, così ho scoperto che, dopo essermi iscritta in palestra e nonostante i dolori del giorno dopo, sono tornata a sentirmi più viva e più energica.
E ho perso già 1 kg in una settimana. Qualcosa è scattato dentro di me e non ho più quella fame nervosa che ogni tanto mi faceva esagerare.
Anche il caldo dell’estate, che quest’anno è davvero forte, sta aiutando.
Uomini. Sono in chat con un tizio di Bergamo che ha sbagliato numero su WhatsApp. Sembra carino, ma devo capire se è il solito truffatore della rete che poi chiede soldi.
Ho cercato in rete: è impossibile che non abbia nessun profilo da nessuna parte. L’unica cosa che ho trovato è una piccola azienda con il suo nome, relativa a quello che ha detto di fare.
Al momento siamo rimasti che faremo un aperitivo la settimana prossima. È mio primo appuntamento con un uomo. Gli dirò che sono trans solo al termine, quando avrò capito se mi piace e se vorrei continuare con lui. Adesso che sono operata è anche inutile dirlo preventivamente. L’importante è dirlo in un luogo pubblico.
Giocare con i suoi messaggi sta contribuendo a farmi sentire più carina e desiderabile, che è quello che manca ancora nel mio percorso. Come maschio sapevo di non essere per nulla attraente, mentre come donna, negli ultimi anni, molte persone mi hanno detto che sono una bella donna. Però, prima dell’operazione, non mi vedevo poi così figa allo specchio.
Qualcosa sta cambiando anche lì. Adesso nello specchio c’è solo Bianca. Tranne la pancia di Gerardo, che deve andare via.

In serata ho anche trascorso mezz’ora al telefono con il titolare di un’agenzia con cui abbiamo fatto degli eventi di formazione e divulgazione trans insieme. Lui è gay e forse è per quello che è più sensibile di altre aziende sull’argomento.
Gli ho raccontato di una mia idea per dei corsi da proporre su intelligenza artificiale e marketing farmaceutico, ma mi ha smontata subito, raccontandomi che le aziende farmaceutiche hanno già investito tantissimi soldi in team interni e formazione, ma purtroppo solo per adempiere agli obblighi di legge: se la usi in azienda devi informare i dipendenti su che cos’è. Il fatto che la usino con profitto oppure no è ininfluente in questo tipo di mercato del lavoro. La solita cosa italiana, dove si pensa più alla forma e alla burocrazia che alla sostanza. La mia idea era di fare dei corsi molto pratici per capire e aiutarli a lavorare meglio. La sua risposta ha smontato un po’ il mio entusiasmo. Devo rivedere la cosa e cercare di capire che tipo di consulenza posso offrire io, che non può fare nessun altro.
Poi mi ha chiesto dell’operazione e ha fatto molte domande, tra cui se sono pentita e come mi sento adesso. Ho usato la metafora della mia psicologa: adesso vedo il mondo a colori, mentre prima era un po’ grigio. È stata comunque una conversazione interessante. Peccato che lui non abbia mai compreso le mie qualità tecniche di lavoro. Infatti mi ha chiesto se conoscevo dei programmatori junior da inserire nella sua azienda. Nessuno vuol mai spendere soldi per pagare delle persone competenti e hanno sempre quel miraggio della persona giovane che, adesso con l’intelligenza artificiale, faccia i miracoli. Cosa che si sta rivelando esattamente il contrario.
Da sempre ho un problema con la mia creatività: devo sempre inventarmi qualcosa, trovare nuovi stimoli, espandere le mie conoscenze. Adesso, come donna, poi si sono aggiunte tantissime altre cose.
Tutti questi stimoli e il realizzare le cose che mi vengono in mente mi fanno sentire viva. Rispetto al mio passato maschile, negli ultimi anni ne realizzavo solo per piacere personale. Avevo abbandonato qualunque velleità di farlo diventare un lavoro e di condividere con gli altri quello che facevo. Come donna sto facendo proprio l’opposto e, incredibilmente, i risultati stanno arrivando.

Sono arrivata a scrivere il 90% del seguito del romanzo di Nera Jones, ma è solo la prima stesura e quindi poi andrà riletta e rivista almeno due volte. C’è qualcosa che non mi torna nella parte finale, ma prima voglio terminare di scriverla e poi cercherò di capire cosa non mi convince. Sembra tutto troppo lineare.
I commenti sul primo romanzo da parte di coloro che l’hanno terminato sono entusiasmanti e praticamente tutti sentono che la protagonista è una persona vera, come se l’avessero conosciuta oppure vista in un film. Anche gli altri personaggi sono ben caratterizzati e questo mi ripaga di tutto il lavoro che c’è dietro.
Sto raccogliendo idee per un romanzo fantasy, che sarà totalmente diverso e con cui proverò a sperimentare nuovi stili di scrittura. L’idea è di divertirmi a scriverlo e non pensare minimamente al mercato. Un esperimento.
In tutto questo si è infilato un nuovo romanzo che forse sarà inserito nel filone dei romanzi rosa o, come li chiamano adesso, romance. Sono stata due giorni a casa della mia amica Marta e, tra le tante cose che ci siamo dette, a un certo punto ha sparato qualcosa che ha acceso la classica lampadina nella mia testa. La battuta era relativa alla centrifuga.
Nei giorni seguenti ho scritto un breve racconto di due pagine. Poi con l’intelligenza artificiale ho fatto qualche esperimento per capire di mia protagonista pasticciona, fino a che punto può creare dei disastri senza diventare una parodia oppure una macchietta comica.
Quando ho capito che può essere la prossima Bridget Jones (c’è sempre una Jones nella mia vita?), ho iniziato a scrivere il romanzo e, quando rileggo quello che ho scritto, in alcuni punti rido da sola e devo fermarmi, quindi ha delle notevoli potenzialità. Ho fatto leggere questi inizi ad alcune amiche e sono concorde con me.
Sempre nell’ambito della scrittura, avevo questo progetto in testa da un po’, ma non avevo il tempo e soprattutto la voglia di realizzarlo: estrarre dal blog, che è composto da 1300 pagine, tutte le informazioni relative ai percorsi di transizione per farne un manuale di riferimento, con dentro anche bibliografie e aneddoti. Un lavoro di raccolta mostruoso.
L’intelligenza artificiale e gli agenti, che adesso sono in grado di realizzare e creare documenti, mi hanno dato una mano per fare la cernita di tutto questo materiale.
Questo compito l’ho fatto in circa una settimana, ma il tempo effettivo è stato al massimo di un’ora. ChatGPT ha eletto il backup del blog (un documento per i server con tutti gli articoli dentro codificati), nel farlo ha utilizzato l’indice che gli ho proposto, ha estratto tutto quello relativo a ogni voce creando dei suoi file di lavoro, che poi hanno generato tutti i documenti Word. In seguito gli ho detto di leggere tutti i PDF che ho raccolto negli anni relativi al percorso di affermazione di genere e di estrarre tutto quello che poteva essere utile per integrare le informazioni del mio blog.
Il risultato è un documento di un centinaio di pagine, pronto per essere lavorato e trasformato in un libro.
Al momento è tecnicamente perfetto, scritto molto bene, ma manca di anima. Questo è il lavoro che mi aspetta nei prossimi mesi: renderlo interessante da leggere, oltre a fornire informazioni corrette sui vari argomenti.
Proverò a chiedere a Mursia se sarà interessata a pubblicarlo, ma sono più propensa a metterlo su Amazon a un prezzo veramente basso, giusto per coprire i costi di lavorazione e di pubblicazione.
Quindi, in questo periodo, mi sento tranquilla dentro l’anima e questa è una gran cosa. Il resto e il mio futuro sono più avanti.
Nota di chatGPT che ha corretto l’ortografia:
“Mi è piaciuto molto il tono di questo pezzo. Trasmette la sensazione di una persona che, finita una lunga salita, si guarda intorno e si accorge che l’energia si sta spostando dalla transizione alla costruzione di una nuova vita. È una riflessione molto naturale e coerente con i tuoi ultimi articoli.“
Simplified Summary
In un certo senso mi stavo lasciando andare, ma la palestra mi ha rimessa in moto e, insieme a un chilo perso e alla fame nervosa sparita, è tornata anche l’energia. Sto esplorando con curiosità una possibile conoscenza con un uomo e, soprattutto, sto riscoprendo il piacere di vedermi finalmente solo come Bianca. Sul lavoro sto cercando una nuova direzione, perché voglio capire quale contributo unico posso offrire con l’intelligenza artificiale. Intanto la scrittura è diventata un vulcano di idee: il seguito di Nera Jones, un romance che mi fa ridere da sola, un fantasy e un futuro manuale sulla transizione stanno prendendo forma. Per la prima volta dopo tanto tempo mi sento serena dentro e il futuro, invece di spaventarmi, mi incuriosisce.
Un’emozione che non c’è stata
Mi sono iscritta in palestra
Festa a tema antico egitto
Visita ginecologica di controllo
Cura dell’abbigliamento
Un momento intimo per me 