Oggi ho inaugurato il Lodi Pride, che durerà un mese con vari avvenimenti. In realtà avevo scritto a un’associazione chiamata Lodi Arcobaleno per presentare il romanzo, poi la cosa è cresciuta.
Questa cittadina ha una particolarità: da una parte c’è la giunta comunale che promuove determinate iniziative LGBTQ+, dall’altra dico solo che ha una quantità di chiese impressionante e quindi potete immaginare la mentalità generale.

L’evento si è svolto all’interno della Società Operaia di Mutuo Soccorso, un locale storico e pieno di fascino. Sono arrivata con largo anticipo e c’era Luca che stava terminando di allestire, montando le bandiere arcobaleno e quella trans. Luca è il membro più giovane di questa società che esiste dal 1800 e mi ha raccontato in breve la loro storia. Le due sale sono piene di librerie e libri antichi e ora c’è anche il mio, per le future generazioni. Le pareti sono ricoperte di quadri con ritratti d’epoca e fotografie più recenti delle persone più influenti che hanno portato avanti tante iniziative, a volte in anticipo sui tempi, partendo dalle prime fabbriche industriali.

Ringrazio Umberto per l’organizzazione!
Umberto “La cultura abbatte i muri è un mantra, che rischia di diventare una di quelle frasi che non pesano più niente. Ma quando capita di trovarsi in una sala dove si respira la storia di Lodi, ci si ricorda che è vera.“
Quando abbiamo iniziato, in sala c’erano una dozzina di persone, comunque abbastanza per presentare il romanzo e rispondere alle domande.
Per la mia intervistatrice era la prima volta ed era leggermente nervosa, ma sono riuscita a metterla a suo agio ed è andato tutto benissimo. lei ha letto il romanzo e ha fatto delle domande molto interessanti.
In particolare ha accennato a una cosa che mi ha dato da pensare: da quello che raccontano le prime persone che l’hanno letto, ognuno trova qualcosa che lo colpisce internamente, nell’anima. Anzi, spesso le parti che credo siano più interessanti per me non lo sono per gli altri. È sempre una continua scoperta.
Dopo un’introduzione su chi sono, mi sono alzata e ho letto i primi due capitoli usando la voce da Lettura Espressiva. Mi stupisco sempre di come riesco a far entrare le persone all’interno del romanzo. Ho studiato tanto per farlo, ma è bello sorprendermi ogni volta.
Infine le domande poste dal pubblico sono state davvero interessanti e specifiche. Come mio solito, ho unito la divulgazione a quanto raccontato nel romanzo, senza fare spoiler.
Dopo un’ora e mezza abbiamo deciso che l’evento era concluso e ho fatto il firma copie con dedica, è sempre bello vedere il sorriso delle persone che ricevono indietro il libro. Non leggono subito la dedica, ma solo dopo che si sono allontanate.
La cosa che mi fa piacere è scrivere, per ognuno, frasi diverse e magari ispirate alle domande che hanno fatto.

Infine, con quasi tutti i partecipanti, siamo andati nella piazza in centro a Lodi a fare un aperitivo.
L’organizzazione mi aveva chiesto se dovevano pagarmi. Ho risposto che bastava l’aperitivo. Quando partecipo agli eventi non mi faccio mai rimborsare, anzi ci metto di tasca mia per viaggio e parcheggi, ma non è un problema: voglio fare divulgazione.
Durante questo aperitivo abbiamo parlato molto, soprattutto perché c’era anche un uomo transgender. Ciao Alex.
È stato interessante scambiarci pareri, idee e opinioni e gli altri hanno ascoltato intervenendo su molte cose. Nonostante abbiamo percorsi che vanno in direzioni opposte, c’è una quantità di sensazioni, emozioni e pensieri che valgono per tutte le persone trans.
Poco dopo le ventidue, nonostante volessi rimanere ancora un po’, il corpo mi ha mandato dei segnali che era meglio rientrare a casa. Guidare con il buio mi stanca parecchio e, come al solito, qualsiasi evento a cui partecipo è distante quasi a un’ora da casa.
Questa mattina ho fatto una camminata lungo il Naviglio nonostante la stanchezza, ma mi aiuta a mettere in ordine i pensieri e, prima di uscire di casa, ho postato alcuni ringraziamenti con alcune delle foto scattate. Vale comunque la pena riutilizzare il materiale di un evento apparentemente piccolo per promuoverlo e trasformarlo in qualcosa di più grande e duraturo.
Una delle partecipanti ha un suo blog (Andate su https://www.losguardodigiulia.com/2026/06/nera-jones-di-bianca-iula-il-noir-che.html?m=1 ).
Lei scrive davvero bene e il suo sguardo sul mondo è molto interessante.
Questa mattina mi hanno mandato il link che lei ha pubblicato, con i suoi pensieri sull’evento di ieri sera e mi sono commossa. Belle parole che mi descrivono molto bene.
Questa è la frase che mi ha colpito di più: “..lo ha fatto con una naturalezza disarmante. Non la disinvoltura di chi ha imparato a gestire il pubblico, ma qualcosa di più raro: la leggerezza di chi si sente accolta e nel posto giusto, tra persone che non sono lì per giudicare.”
E poi quest’altra: “Ho pensato che finché a queste serate vengono solo persone che di fondo sanno già, non ne usciamo. Perché chi avrebbe veramente bisogno di stare ad ascoltare le parole di Bianca è altrove.”
A volte mi sembra di non fare abbastanza, ma in realtà sto procedendo con i miei tempi e forse sto creando qualcosa di più grande andando direttamente alle persone con le mie parole.
Invece alle persone che denigrano, offendono le persone trans e guardano da un’altra parte, a un certo punto capiranno che il mondo è andato avanti e loro sono rimasti indietro.
Pensiero finale: se questi deficienti non ci distruggono con una guerra mondiale entro cinque anni, forse il futuro sarà meraviglioso.
Simplified Summary
Oggi ho inaugurato il Lodi Pride con la presentazione del mio romanzo presso la storica Società Operaia di Mutuo Soccorso, in un ambiente ricco di storia e fascino. Dopo la lettura dei primi due capitoli, il pubblico ha partecipato con domande profonde che hanno unito narrativa e divulgazione sui temi transgender. La serata è proseguita con un aperitivo in compagnia dei partecipanti, tra confronti sinceri e scambi di esperienze. Il giorno seguente mi sono emozionata leggendo il racconto di una partecipante sul suo blog, che ha colto aspetti molto autentici del mio modo di comunicare. È stata un’esperienza che mi ha ricordato come il cambiamento avvenga spesso attraverso piccoli incontri e parole condivise.
Il punto del percorso
Un’emozione che non c’è stata
Mi sono iscritta in palestra
Festa a tema antico egitto
Visita ginecologica di controllo
Cura dell’abbigliamento 