Stamattina sono andata a Milano a fare la lezione di danza all’interno della cascina merlata, ultimamente al sabato è occupata e andavamo in una parrocchia. Ho notato che l’ambiente in cui fai la lezione influisce leggermente sull’esperienza totale.
Eravamo tantissime e ognuna ha voluto la copia con dedica del romanzo (metà avevano già confermato così sono arrivata con i libri con la dedica già scritta).

Prima della lezione abbiamo fatto anche una bellissima foto di gruppo dove ognuna stava con la sua copia del romanzo in mano.
Il calore, l’umanità di queste mie amiche è incredibile e mi danno tanta energie e vitalità.
C’erano delle coreografie con dei nuovi passi e mi sono divertita un mondo. All’inizio è arrivato anche il pensiero: ora sono come loro!
Non ha mai importato davvero, però certi pensieri ti arrivano anche se non vuoi e ti senti a posto.
Terminata la lezione, in tante siamo scese al bar di sotto a bere un caffè, prendere lo splendido sole e chiacchierare parecchio. Siamo donne.
È stato tutto bello e davvero intenso. Non mi sono ancora abituata a tutto questo, quando vivevo al maschile non capitava mai e non aveva la stessa intensità con i miei amici maschi.
Tornata a casa, coi miei soliti cinquanta minuti di guida, ho fatto la doccia, preparato da mangiare e infine ho dormito per un po’. Con fatica per addormentarmi.
In questi giorni la mia mente è iperattiva, piena di emozioni, cose da fare e messaggi da postare sui social.
Nel tardo pomeriggio, sono andata in un supermercato che ha anche il bar, e qui, con il mio computer portatile, ho scritto per un’ora un capitolo del seguito del romanzo.
Immergermi nella scrittura, mi ha aiutata a staccare e rallentare i pensieri.

Nel tardo pomeriggio, sono andata in un supermercato che ha anche il bar, e qui, con il mio computer portatile, ho scritto per un’ora un capitolo del seguito del romanzo.
Immergermi nella scrittura, mi ha aiutata a staccare e rallentare i pensieri.
Per la domenica ero indecisa se fare una camminata con la mia vicina di casa oppure farla da sola. Ho scelto la seconda opzione perché non ero in formissima.
Così l’ho fatta sul tardi camminando lungo il naviglio, nel mentre ho parlato al telefono con mamma e alla fine sono ritornata la macchina molto stanca.

In mattinata ero andata in un centro commerciale a portare in lavanderia i giubbotti, mi sono comprata anche un piccolo profumo in offerta con un altro in omaggio. Mi sono divertita a provarne alcuni.
Dovevo anche acquistare delle scarpe per fare le camminate, le due paia che avevo le avevo letteralmente consumate. Di piede ho il numero 41, al limite della misura femminile che trovi nei negozi. Purtroppo per me, la maggior parte delle donne ha il piede stretto e lungo e non riesco a entrare in quelle scarpe.
Con la misura maschile ho comunque delle difficoltà per via della pianta larga. Ogni volta è sempre un casino, e alla fine ho trovato un paio che erano in fine serie e scontate, molto comode, anche se leggermente lunghe sul davanti.
Rientrata a casa dopo la camminata, ho dormito quasi un’ora, è stato veramente difficile staccare i pensieri che andavano a mille.
Mi sono resa conto che ho messo troppa carne al fuoco per il lancio del romanzo e a volte mi sembra anche di non aver fatto abbastanza, ma ho capito che è stato il mio massimo e se dovrà andare bene, lo farà. Sono ottimista e chi lo ha già letto ha detto che è bello!
Simplified Summary
Sono andata a Milano per la lezione di danza e l’ambiente ha reso tutto più intenso, con tante amiche che hanno voluto il romanzo e una bella foto insieme. Mi sono sentita accolta, piena di energia e per un attimo completamente “come loro”, con una connessione che non avevo mai vissuto prima. Tra social, emozioni e impegni, la mente è molto attiva, ma scrivere il seguito del romanzo mi aiuta a rallentare. Ho fatto anche una camminata da sola, gestendo stanchezza e pensieri, trovando comunque un mio equilibrio. Mi rendo conto di aver fatto tanto per il lancio e, anche se a volte sembra non bastare, so di aver dato il massimo e resto ottimista.
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