Il secondo giorno mi sono svegliata alle sette, mi sono preparata e truccata. Il giorno prima faceva molto caldo nel pomeriggio, quindi ho messo il vestito a fiori con le calze che poi avrei tolto e appallottolato nella borsetta.
La sera prima avevo fatto parecchia strada per arrivare alla mia stanza, l’hotel è tutto in orizzontale, ma con grande sorpresa ho scoperto che ero vicinissima alla sala colazioni. Non c’era ancora nessuno e così mi sono fatta qualche selfie.
Con calma ho mangiato senza esagerare, in questi eventi è sempre così: il primo giorno mangi troppo, il secondo, con anche il viaggio di ritorno, mangi molto meno. Ho fatto un po’ di conversazioni con alcune dottoresse arrivate nel frattempo, poi ho terminato di prepararmi e con il pullman siamo tornate a Solomeo.

La seconda giornata era molto più emozionale e meno tecnica, caratteristica di questo tipo di eventi, anche se fornisce crediti ministeriali.
La prima parte è stata sulle donne in carcere, con il direttore medico dell’ospedale interno del carcere di Rebibbia a Roma. Non aveva diapositive, ma bastava la sua voce e quello che raccontava. Ha evidenziato molti problemi e situazioni difficili da comprendere dall’esterno.
Riguardo alle persone transgender, nel carcere in questo momento ci sono circa quaranta donne trans non operate e con documenti non rettificati. Per legge sono nel braccio maschile, ma per fortuna sono riusciti a creare una zona isolata che le protegge. Prima del suo arrivo, il direttore precedente aveva addirittura interrotto la terapia ormonale sostitutiva, con conseguenze pesantissime. Lui l’ha ripristinata.
La parte centrale è stata sulle testimonianze di persone guarite. In particolare c’era la figlia del giudice Borsellino, una donna molto timida che ha raccontato il suo percorso e la guarigione in modo molto toccante. Anche per lei c’è stato un applauso lungo e avevo gli occhi umidi per la commozione.
Durante la pausa caffè mi è venuta l’idea di scambiare la mia presentazione con quella di una coppia di donne lesbiche: per come si stava sviluppando la giornata, la mia parte sarebbe stata più efficace se fossi stata l’ultima.
Una delle due ha raccontato il suo percorso, con rimozione totale del seno. Ne avevamo parlato prima e non volevamo dare un messaggio di pietismo, ma qualcosa di positivo. Ha trovato medici meravigliosi, molto umani, ed è viva e sta bene: il suo era un messaggio di speranza.

Poi è arrivato il mio momento.
Avevo preparato un discorso di due pagine, ma già il giorno prima ero intervenuta più volte ed erano state dette molte cose anche in un gruppo di discussione LGBT+.
Non era il discorso giusto da fare per quel contesto: di solito evidenzia problemi, mentre io volevo legarmi alle storie ascoltate e completare con la mia, arrivando alla fine al romanzo.
La mattina, appena sveglia, avevo buttato giù su un bloc-notes i punti chiave e sono partita da lì.
Nella prima metà, ho raccontato meglio cosa significa essere persone trans, citando storie reali di persone che ho conosciuto, le loro situazioni familiari, spesso più complesse di quanto si immagina, con cortocircuiti legislativi evidenti.
Una dottoressa mi ha detto in seguito, che era come ascoltare un elenco puntato senza fronzoli, diretto: solo fatti e senza girarci intorno.
Volevo portare il romanzo, ma non per venderlo.
Collaboro con il gruppo di medici Oncogender e con l’associazione nazionale di oncologia, e porto avanti progetti di divulgazione.
Avevo il timore che sembrasse una mossa pubblicitaria, invece è stato l’opposto.
Dopo una breve introduzione ho chiesto alla regia di proiettare la copertina e ho raccontato l’esperimento che sto facendo: volutamente non abbiamo scritto da nessuna parte che la protagonista è transgender, per evitare di chiudere il romanzo in una nicchia.
Non per sorprendere il lettore, ma per normalizzare: essere trans è solo una delle caratteristiche di Nera Jones.
Ho visto tanti occhi sgranati. Poi sono arrivati tantissimi complimenti per l’idea di una divulgazione nuova, leggera, con contenuti importanti seppur nascosti nella trama.
La protagonista si presta a esplorare molte tematiche, non solo transgender, anche attraverso il suo sito e i racconti gratuiti da scaricare (se trovi in codici in rete!).
Non so se sia il titolo del romanzo “Il prezzo del cambiamento”, la protagonista Nera (piace subito il nome) oppure l’immagine della copertina: Nera Jones piace immediatamente.
Alcuni mi hanno detto che la stavano già seguendo sui social, non me, proprio lei. E prima ancora che finissi, qualcuno aveva già ordinato il libro in prevendita su Amazon!

Ho distribuito biglietti da visita e volantini praticamente a tutti.
Ho regalato l’unica copia che avevo con me, con dedica, alla mia amica Amalia che ha organizzato l’evento e porta avanti un’associazione per aiutare le donne dopo un tumore: Sex and the Cancer.
Una gran donna.
Ho avuto contatti interessanti con medici, persone e associazioni, da cui nasceranno altri progetti su diversità e inclusione.
“Sei una ragazzina in piena creatività“
Durante il pranzo successivo alcune dottoresse mi hanno detto, sottovoce, che sul palco tenevo le gambe leggermente allargate, come un ricordo della postura maschile. Il podio era trasparente.
Ho spiegato il motivo: anche se sono quasi guarita, ho ancora una leggera cicatrice all’inguine e quando sono stanca sento gonfiore, quindi evito di stringere.
La cosa che mi colpisce di più è l’affetto che ricevo ogni volta. È una ricompensa enorme, soprattutto se penso al mio passato, quando per me era difficilissimo conoscere persone e sentire questo tipo di calore.
È arrivato il momento dei saluti e ci siamo disperse in giro per l’Italia.
Ho abbracciato e ricevuto tanti abbracci, calorosi e intensi.
Alesssandra F. “a te Bianca…per quello che sei”
Con il mio gruppo siamo salite sul piccolo autobus e avrei voluto continuare a chiacchierare, ma tra stanchezza, pranzo veloce e strada collinare ho iniziato a stare male: nausea e mal di testa. Una dottoressa mi ha suggerito di sedermi davanti accanto all’autista e guardare la strada. Non è passato del tutto, ma è diventato sopportabile.
Arrivate a Firenze, il pulmino si è infilato in stradine piene di biciclette, motorini e turisti, davvero troppi: over turism.
Ci ha lasciate vicino al sottopasso della stazione. Eravamo in anticipo di quasi due ore e abbiamo provato ad anticipare il treno con il biglietto business.
A un medico si è scaricato il telefono proprio in quel momento, senza biglietto non poteva fare nulla. Per fortuna avevo ancora carica nella power bank e gli ho prestato l’energia per riaccendere lo smartphone. Dopo aver sistemato il biglietto, mi ha abbracciata dicendomi che gli avevo salvato la giornata. Primo uomo che abbraccio dopo l’operazione e mi è piaciuto.
Abbiamo preso un caffè al bar e, prima di andare al treno, alcuni volevano comprare subito il romanzo.
Sono entrata con il volantino nella libreria Feltrinelli chiedendo se fosse già disponibile: sarà in vendita da lunedì. Mi è spiaciuto per loro, ma lo ordineranno comunque.
È stata una soddisfazione sapere che sarà disponibile da subito in negozio, in una catena così importante, anche se non certo in prima fila come i grandi autori.
L’attenzione per l’uscita del romanzo sta crescendo sempre di più dopo l’accoglienza di questo evento.
Il viaggio in treno lo abbiamo fatto separati, in carrozze diverse.
Per me non è stato un problema, ero stanca morta e ho provato a riposare, senza riuscirci davvero.
Sono arrivata a casa alle otto di sera, distrutta e felice: partecipare a questo evento è stata una delle cose più belle attività che ho fatto recentemente.
Simplified Summary
Il secondo giorno è stato più emozionale, tra testimonianze forti e momenti intensi. Ho adattato il mio intervento, parlando in modo diretto delle persone trans e collegandomi alle storie ascoltate. Ho presentato il romanzo come strumento di divulgazione, con un’accoglienza oltre le aspettative e anche prime vendite. Ho ricevuto molto affetto e creato contatti utili per nuovi progetti. Sono tornata a casa stanca ma davvero soddisfatta di tutto quello che è successo.
Evento: Mi amo ancora (parte prima)
Iniziata la mia distribuzione dell’anteprima del romanzo di Nera Jones
Weekend a Comacchio
La mia amica è trans (cioé io).
Dalla psicologa per il nuovo anno di rinascita
Consegnato il romanzo in anteprima 