Non ho resistito a scrivere un titolo acchiappa click!
Una delle pagine, di questo blog, più ricercate in Internet sui motori di ricerca è quella del titolo “moda trans” (apri pagina del blog).
In realtà, quella pagina e quelle successive, le avevo pubblicate con tante fotografie su cosa non si deve indossare all’inizio del percorso di affermazione di genere al femminile.
E’ giusto che dobbiamo scoprire noi stesse e cercare il nostro stile nell’abbigliamento, ma nel mio caso e anche con tante altre donne trans, che ho conosciuto, avremmo avuto bisogno di una stylist che ci aiutasse nella scelta dell’abbigliamento e delle combinazioni.

Questa settimana sulla mia newsletter (apri l’articolo) c’è anche un articolo sul mio vissuto e l’abbigliamento femminile. Passando da un travestirsi in privato (mi vestivo quasi da pornostar in casa) al vestirsi all’esterno nel mondo.
Un’altra cosa che ho imparato negli anni, soprattutto gli ultimi vivendo al femminile, è che occorre indossare gli abiti adatti all’occasione.
Soprattutto nelle grandi città, ho visto spesso nelle donne transgender indossare abiti completamente fuori tema rispetto al luogo dove si trovano. Questo non fa molto bene alla nostra immagine pubblica e alimenta gli stereotipi della donna transgender che è di facili costumi e una prostituta.
Questo è il mio pensiero: certi abbigliamenti esagerati vanno bene alle feste, nel sabato sera e in discoteca. Capisco che dietro ci può essere lo sfogo e la voglia di essere più femminili possibili, attività repressa per anni che esplode fuori, ma credo che ci sia un limite a tutto tra le tue libertà personali e quelle degli altri.

Dopo questa piccola polemica, spero costruttiva, dato che le ricerche del termine “mona trans” sono davvero tanti e il mio blog è sempre in cima, credo che ci sia bisogno di una linea di abiti che possa aiutarci nel nostro percorso di affermazione di genere, taglie più grandi, abiti comodi, ma molto femminili.
Su alcuni siti come Zalando ci sono taglie grandi, ma nei negozi fisici non c’è quasi nulla.
Sono fortunata che ho il numero 41 di piede e sono al limite della misura femminile delle calzature. Mentre riguardo al fisico, nel mio primo anno di transizione, prima che prendersi ormoni, avevo perso due taglie e entro in una misura L. Rimangono le spalle ampie e la vita che non si è ristretta più di tanto, quindi difficile trovare alcuni abiti adatti.
Quindi anche per me la scelta non è poi così ampia. Conosco altre che sono più magre e piccole, da questo punto di vista sono più fortunate, mentre altre che hanno dimensioni fisiche importanti che le rendono difficile trovare l’abbigliamento giusto.
Questo post è nato nella mia passeggiata mattutina, c’è ancora l’aria frizzante, ho indossato un vestito lungo, collant e stivaletti. La primavera in arrivo mi stai ispirando a una ritrovata femminilità nell’abbigliamento.
Diana mi ha scritto “Una aneddoto con grosse analogie.
Ti racconto la mia prima uscita in pubblico vestita da donna.
Ero in fase di transizione ma vestivo sempre solamente unisex.
L’avvocato che curava la pratica di annullamento del matrimonio mi disse: “Mi raccomando dottore, quando viene all’udienza accentui un po’…”“
All’udienza entrammo l’avvocato, mia moglie, la segretaria ed io.
Ed un pacco di testimonianze e certificazioni.
Il giudice ci chiese: “Ma non c’è il marito?”
Risposi: “Sono io”.
Firmò tutto, immediatamente, prima ancora che ci avvicinassimo.
E senza consultare le testimonianze e le certificazioni.
Raccontala pure.
Ciao, Diana
Simplified Summary
Ho ceduto al titolo acchiappa click, ma il tema è serio: la moda nel percorso trans è tutt’altro che banale. All’inizio ci si veste un po’ a tentativi, spesso esagerando, perché per anni si è represso tutto. Col tempo ho capito che non basta sentirsi femminili, serve anche leggere il contesto e scegliere cosa indossare. Non è una regola imposta, ma un equilibrio tra libertà personale e immagine che diamo fuori. Avrei voluto anch’io una guida, qualcuno che aiutasse a evitare errori e trovare uno stile coerente. Il problema resta pratico: taglie, forme e disponibilità nei negozi rendono tutto più complicato. Intanto si impara strada facendo, tra una passeggiata e un cambio di stagione che riaccende la voglia di sentirsi bene addosso.
Sfasata? Provo a esplorare la neo vagina.
Serata con amica a Milano
Donazione AVIS, la ventunesima
Dancers: coreografia dentro hotel 5 stelle e brunch
Un corpo nuovo?
8 Marzo, non è più un giorno simbolo per il mio percorso