Oggi sono tornata dalla mia psicologa.
L’ultima volta era stato lo scorso dicembre. Allora l’idea era di valutare la frequenza delle sedute anche in vista della guarigione di alcune cose che mi avrebbero potuto aiutare psicologicamente.
La guarigione però è stata un po’ più lenta del previsto e quindi non avevo molto da raccontare o da tirare fuori.

Così ho aspettato e nel frattempo ho ripreso lentamente la mia socialità, tornando finalmente a molte delle mie attività come danza, yoga, camminate e meditazione.
La sua accoglienza è stata calorosa, con grandi sorrisi da parte di entrambe. Lei mi segue sui social e ogni tanto legge il blog, quindi su molte cose è aggiornata.
Dall’ultima volta ci diamo del tu, mantenendo comunque un atteggiamento professionale da parte sua. Non possiamo diventare amiche perché altrimenti verrebbe meno la parte di supporto psicologico che mi serve ed è il suo lavoro.
Le ho consegnato una copia, in anteprima, del romanzo con tanto di dedica e anche alcuni cartoncini da distribuire per pubblicizzarlo.
Mi ha detto che dopo di me sarebbe venuta una ragazza che è una mia fan, anche se non è trans.
Iniziata la seduta dopo i convenevoli, che fanno sempre bene, ho preso la mia lista cartacea e ho affrontato gli argomenti su cui volevo discutere e raccontare, in ordine sparso.
Avendo fatto teatro e lavorando come divulgatrice negli eventi, sono molto brava a cercare un filo conduttore improvvisando e rimanendo nei tempi che, in questo caso, erano cinquanta minuti di seduta.
Uno degli argomenti era un mio rinnovato entusiasmo, ma solo per alcune cose legate al mio passato maschile.
A gennaio ho cambiato il computer portatile, un Mac portatile leggero, potente e costoso. Cambiato dopo 12 anni, quello vecchio che non teneva più la batteria.
È stato bello e me lo sto godendo e per un’informatica come me non è cosa da poco.
L’altro entusiasmo è arrivato un mese fa, quando in azienda abbiamo iniziato a usare nuovi strumenti di intelligenza artificiale. Non è più la classica chat dove si perde tempo e ogni tanto si perde il filo del discorso. Questi nuovi sistemi, chiamati agenti, lavorano sul computer o sul server aziendale e sono capaci di cercare documenti, aprire, modificare e creare file.
Ho usato queste tecnologie anche sul mio nuovo computer e mi hanno aiutata moltissimo nella correzione ortografica e stilistica finale del romanzo, leggendo le 324 pagine del PDF in cinque minuti e indicandomi i punti in cui era opportuno fare modifiche.
Mi hanno anche aiutata a preparare i post della campagna di marketing, già iniziata da qualche giorno, qualcosa come 240 post su una dozzina di social network.
L’ultima emozione forte è stata quando ho ricevuto le copie stampate del mio romanzo.
Queste attività sono comunque un retaggio del mio passato maschile. Non ho lo stesso livello di entusiasmo nel fare le attività che ha iniziato Bianca e che non faceva Gerardo.
Mi piacerebbe che in futuro anche alcune di queste attività, più legate al mio presente, mi portassero allo stesso livello di entusiasmo.

Maia “E forse la vera transizione non è diventare qualcuno di diverso, non è un prima e un dopo netti come si vorrebbe credere. E più silenziosa di così. E permettersi, finalmente, di essere in movimento di lasciare che il tempo torni a scorrere, invece di lasciarlo depositare.”
La seduta si è basata molto sul romanzo, perché dentro c’è molto di me, compresa una parte del mio percorso di transizione che ho adattato per la protagonista.
A volte mi sento più Nera Jones che Bianca, ma non ho uno sdoppiamento di personalità: so perfettamente dov’è il limite. Il punto è la narrazione di sé.
Abbiamo bisogno di storie e soprattutto di una storia che ci racconti. Ho letto in un blog, che delle persone che incontriamo in realtà sappiamo ben poco, ci costruiamo un’immagine mentale e una storia basata su quello che conosciamo.
È quindi importante avere anche una narrazione di se’ e nel mio caso passa da questo blog, dalla newsletter e ora anche dalla alter ego nel romanzo.
Sono già al lavoro sul secondo volume delle avventure di Nera Jones e qui c’è ancora più di me, forse più la parte psicologica e di introspezione. Resta comunque un thriller investigativo che delinea meglio la psicologia della protagonista.
Ad esempio ho difficoltà nello scrivere dialoghi di coppie a tema amoroso e velatamente sessuale: non ho esperienza a riguardo e mi sta facendo aiutare dalla A.I. per avere degli spunti.
Abbiamo parlato anche della mia guarigione e del mio obiettivo per quest’anno. Una volta esaurita la parte clinica e medica, voglio imparare a conoscere e usare la mia neo vagina e scoprire questa nuova sessualità.
Negli ultimi mesi, anche se ero in parte guarita, non potendo uscire molto, la possibilità di conoscere dei possibili partner era rimasta in sospeso.
Tutta l’attività di divulgazione del romanzo e i vari eventi di firmacopie, saranno un’ottima occasione per conoscere persone e magari incontrare il partner o la partner della mia vita.
Irene Bandera“Non è mai esistita una sola versione di me.”
Ci sono stati momenti in cui mi sono persa e altri in cui mi sono ritrovata. Identità che hanno cambiato forma mentre imparavo a restare fedele a me stessa.
La crescita non è lineare.
È fatta di stagioni, trasformazioni, contraddizioni, rinascite.
Ognuna reale.
Ognuna terribilmente necessaria.
Abbiamo affrontato vari argomenti e la psicologa mi ha fatto domande molto pertinenti, su alcune sto ancora riflettendo.
Anni fa ho deciso che lei è il mio punto fermo, un riferimento per valutare i miei progressi.
Anche se sono molto stabile mentalmente, mi aiuta a ragionare su molte cose.
Ho anche la fortuna che il mio retaggio maschile mi ha resa molto pragmatica, quindi non mi perdo in ragionamenti contorti. Vado dritta al sodo delle questioni e, una volta capito un problema, evito di girarci troppo intorno e di farmi inutili paranoie, soprattutto nei rapporti con gli uomini che spesso mi vedono con stereotipi sbagliati.
Alla fine mi ha ribadito una cosa che mi hanno detto anche alcune amiche: sono una gran donna e una fonte di ispirazione perché sono decisa, propositiva e non mi fermo davanti alle difficoltà.
Mi sono commossa e qualche lacrima è uscita, ed è bello piangere per cose belle.

Finita la seduta, è arrivata la paziente successiva e le abbiamo chiesto di farci qualche scatto. Ogni volta ci facciamo dei selfie e oggi c’era anche il romanzo nella foto.
Questa giornata è stata molto bella. Ero tranquilla e felice. C’era il sole, iniziava a fare caldo, al lavoro ho risolto alcune cose rimaste in sospeso e mi sono sfogata con la psicologa.
Quindi mi do un augurio pasquale e lo dedico a tutte le lettrici e lettori del blog: avanti tutta, che così va bene.
Nikoll “Si è veramente bello, anche se l'euforia che si prova a muovere i primi passi in questo nuovo mondo è stata la sensazione più bella.”
Simplified Summary
Sono tornata dalla psicologa dopo mesi e ho ripreso il filo su di me, tra guarigione, lavoro e romanzo. Ho ritrovato entusiasmo soprattutto nelle cose legate alla tecnologia, mentre voglio portarlo anche nella mia vita attuale. Abbiamo parlato molto di identità, narrazione personale e del fatto che so bene chi sono, senza confondermi con Nera Jones. Ora il focus è sulla mia sessualità, sulla socialità e anche sul futuro lavorativo con l’AI che corre veloce. Esco dalla seduta serena, con una conferma forte: sto andando nella direzione giusta.
La mia amica è trans (cioé io).
Consegnato il romanzo in anteprima
Moda trans 2026
Sfasata? Provo a esplorare la neo vagina.
Serata con amica a Milano
Donazione AVIS, la ventunesima